Non conta solo quante ore il videomaker sia presente al matrimonio, ma come lo è.Ecco cosa significa davvero una presenza attenta e perché può fare la differenza.
Cosa significa davvero avere un videomaker presente durante tutta la giornata
Quando si parla di video di matrimonio si tende a pensare alla presenza del videomaker come ad una questione di tempo. Quante ore sarà presente? Riuscirà a coprire l’intera giornata?Sono domande lecite ma il discorso è molto più ampio, perché essere presenti e saper raccontare non sono la stessa cosa.
Durante un matrimonio accadono centinaia di cose, alcune previste dal programma, molte, invece, no. Il valore di un wedding film non dipende da quante ore qualcuno è rimasto sul posto, ma da quanto di ciò che è realmente accaduto è stato visto, capito e raccontato.
Esserci non basta, bisogna capire cosa sta per succedere
La differenza più grande, in questo lavoro, si gioca in pochi secondi. Un padre che si avvicina alla figlia con una certa espressione, un amico che si allontana dal gruppo con un pacchetto in mano, uno sguardo tra due persone che anticipa una commozione, sono tutti segnali che, se li riconosci, ti dicono che sta per accadere qualcosa. Se non cogli questi segnali, quel determinato momento accadrà comunque ma, non essendo pronto a immortalarlo, andrà perduto per sempre.
Con l’esperienza si impara a leggere la giornata mentre scorre. È questo, più che la quantità di riprese, a determinare la ricchezza del racconto finale.
Perché scelgo di lavorare in due
Durante un matrimonio le situazioni si sovrappongono continuamente. Mentre si tiene un discorso, in fondo alla sala c’è chi ascolta in silenzio e si emoziona. Con un solo operatore in un momento come questo bisogna fare una scelta, seguire una cosa e perderne un’altra.
Per questo motivo preferisco lavorare in due. Non per avere due camere o il doppio delle immagini, ma per non essere costretto a scegliere continuamente quale momento sacrificare. Lavorare in coppia significa poter seguire nello stesso istante situazioni, persone e punti di vista diversi: l’emozione di chi parla e insieme quella di chi ascolta, il gesto e la reazione che provoca. È così che il racconto finale diventa più completo, più vicino a quello che il matrimonio è stato davvero.
Qualità più che quantità
Avere due operatori che filmano il matrimonio non si traduce semplicemente in un maggior numero di riprese. La presenza di due videomaker cambia concretamente il modo in cui verrà raccontata la giornata.
Due persone che lavorano come squadra sanno dove posizionarsi, si distribuiscono la giornata, sanno in anticipo chi segue cosa e riescono a coprire momenti simultanei senza sovrapporsi. Due persone che, invece, riprendono in parallelo, senza coordinamento, producono solo più materiale e non un racconto migliore. La differenza sta tutta lì, e vale la pena farsela spiegare dal professionista che sceglierete.
Conclusione
La presenza di un videomaker non si misura soltanto in ore, né nel semplice fatto di esserci. Si misura nella capacità di vedere, prevedere, cogliere e raccontare ciò che accade davvero. Due operatori che lavorano come squadra permettono di farlo su più situazioni contemporaneamente, restituendovi una giornata intera e non solo le parti che qualcuno ha dovuto scegliere di seguire.
Se volete capire come organizzerei io il racconto della vostra giornata scrivetemi e parliamone insieme senza impegno.
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